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LA RICCHEZZA RENDE
FELICI? |
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E'
l'interrogativo che ci si potrebbe porre di fronte a vicende come quelle
del Chelsea o del Real Madrid, società che da qualche anno fanno la
felicità di chi deve vendere per rimettere in sesto i conti. Lasciamo
stare per un attimo il Real Madrid, immerso in problemi dovuti più che
altro all'assurdità di alcune scelte tecniche da parte di una società
che sembra badare soprattutto al marketing e passiamo al Chelsea, entrato
improvvisamente in crisi, dopo due anni in cui aveva del tutto dominato la
scena d'oltremanica. Il Chelsea, nell'ultima campagna acquisti, ha
ingaggiato assi, o presunti tali, come Ballack, Ashley Cole e Shevchenko,
tanto da essere immediatamente indicato come possibile dominatore della
stagione europea. Purtroppo per Abramovich non è stato così, almeno sino
a questo momento. In campionato il Chelsea viaggia a scartamento ridotto
ed anche nelle coppe non è che la squadra di Mourinho abbia esaltato.
Ballack e Shevchenko hanno prodotto un rendimento abbastanza mediocre,
tanto da essere presto entrati in rotta di collisione con il resto della
squadra. Il tedesco è accusato di scarso impegno, mentre l'ucraino è
addirittura additato dai compagni come una spia al servizio del patron, a
causa delle fughe di notizie riservate all'interno dello spogliatoio. In
una situazione di caos generalizzato, non mancano le stilettate di
Mourinho verso il suo presidente, accusato di aver preso giocatori diversi
da quelli indicati dal tecnico portoghese. E di fronte alle incertezze
derivanti dal possibile fallimento di una stagioen che si annunciava
trionfale, lo stesso Mourinho ha già fatto intendere che alla fine
dell'anno sarà lui a togliere le tende, senza aspettare la probabile
cacciata da parte di una società cui l'improvviso benessere sembra aver
fatto perdere la trebisonda. |
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IL FENOMENO LIONE |
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C'è un vero e
proprio fenomeno che sta facendosi largo, nel calcio europeo. E' il Lione,
squadra di non antica nascita (fu fondato nel 1950), ma di ormai solido
blasone. La svolta epocale, nella storia della società francese, risale
al 1999, anno nel quale fu stretta la sinergia con la Pathè, colosso
transalpino dell'intrattenimento, grazie alla quale il Lione non ha
praticamente i problemi di budget che pure assillano molte altre società
concorrenti. A differenza però di squadre come Inter, Milan, Real Madrid
o Chelsea, il Lione non ha mai abusato della forza economica derivante
dall'alleanza con Pathè, tanto che in pochi anni ha ceduto pezzi da
novanta come Essien o Diarra, senza per questo risentirne minimamente.
Insomma, cambiano gli interpreti, ma lo spartito è lo stesso, come
testimoniano i cinque titoli consecutivi ottenuti nelle ultime stagioni,
cui quasi sicuramente se ne aggiungerà un sesto quest'anno. La
consacrazione del Lione, a livello societario è avvenuta con l'entrata
del club nel G14, l'organismo che riunisce le società europee più
importanti. Il progetto Lione è un progetto che però non si esaurisce
nella semplice quotidianità, tanto che la società si sta già muovendo
per il futuro verso due direttrici ben definite. La prima riguarda la
costruzione di un nuovo stadio che possa neutralizzare i problemi di
capienza del "Gerland", la seconda concerne la creazione di una
cittadella del calcio che possa esplicare al meglio l'attitudine
all'intrattenimento dello sponsor principale. Per suggellare al meglio il
momento magico del Lione, manca soltanto la consacrazione europea. Che sia
questo l'anno buono? La Roma, prossima avversaria del Lione, si augura di
no... |
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L'EREDE DELL'EREDE |
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Dall'Argentina
è rimbalzata in Italia una notizia pubblicata dalla "Mañana
di Cordoba" e riguardante Mario Bolatti, giovane centrocampista del
Belgrano che sarebbe stato acquistato dalla Juventus grazie a Giambattista
Pastorello, ex presidente del Verona e ora osservatore in quel paese per
conto del club bianconero. La Juventus avrebbe superato la concorrenza di
River Plate, Boca Juniors e Independiente, che si erano prontamente
attivate per strappare Bolatti al Belgrano. Mario Bolatti è il tipico
cervello di centrocampo argentino, dotato di molto senso tattico, ma di
non straordinario estro. In più ha una grande attitudine al gioco aereo,
derivante da una statura di 1,89 che lo rendono molto appetibile per un
calcio fisico come quello che si gioca oggi in Europa. Il club che gli
aveva fatto la corte con la maggiore insistenza è stato il Boca Juniors
che si trova nella necessità di rimpiazzare Gago, ceduto a dicembre al
Real Madrid e presentato dalla stampa specializzata come erede designato
dei grandi numeri 5 sudamericani del
passato. Sembra però che per trovare un degno erede di Gago, il Boca dovrà
rivolgersi verso altri lidi, in quanto il Belgrano ha giudicato troppo
bassa l'offerta di 1,5 milioni di euro per la metà del giocatore. Se
fosse vera la notizia dell'acquisto da parte della Juventus, non
rimarrebbe da augurarsi che Bolatti riesca a non bruciarsi in Europa come
invece è successo per molti degli ultimi presunti crac prodotti dal
calcio argentino. Basti pensare alle delusioni rappresentate dai vari
Aimar, D'Alessandro e Cavenaghi per capire come molto spesso i supposti
fenomeni siano tali solo in un campionato ormai di secondaria importanza
come quello argentino. |
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