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LA
FONDAZIONE - INVERSIONE
DI ROTTA - L'ERA
LAURO - DALLA
FINE DELLA GUERRA ALLA SECONDA RETROCESSIONE
- IL NAPOLI DI JEPPSON - LA TERZA RETROCESSIONE - DALLA COPPA ITALIA ALLA
SERIE B - SIVORI E ALTAFINI - COMINCIA L'ERA FERLAINO - IL CALCIO TOTALE DI
VINICIO - DALLA SECONDA COPPA ITALIA ALL'AUTORETE DI FERRARIO - L'ERA
MARADONA - IL PRIMO SCUDETTO - DAL SECONDO SCUDETTO ALLA SERIE B - FINISCE
L'ERA FERLAINO - IL FALLIMENTO - NAPOLI OGGI
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COMINCIA L'ERA
LAURO |
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Naturalmente, dopo aver
ripianato il deficit societario, Lauro non poteva dar luogo ad una campagna
acquisti faraonica, pur avendo compreso le lacune che impedivano alla
squadra di esaudire le aspettative della tifoseria. Arrivarono alcuni comprimari di buona levatura, come
l'ex interista Blasevich, la punta Busoni,
il terzino Fenoglio dall'Alessandria e il
mediano Uslenghi, un oriundo argentino che aveva
dato ottima prova di sè al Livorno, mentre veniva rispedito al mittente
Stabile, che neanche a Napoli aveva saputo rinverdire i propri fasti. Se la
partenza di Stabile non colpiva molto la tifoseria, ben altro era l'impatto
emotivo di un altro addio, quello di Vojack, che lasciava alle sue spalle
montagne di segnature e un segno duraturo su una epoca che lo aveva visto
tra i protagonisti. |
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VERSO IL BARATRO |
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La successiva campagna
acquisti, fu caratterizzata dall'arrivo di un ottimo interno, quel Nereo
Rocco che nel secondo dopoguerra sarebbe diventato famoso allenatore col
soprannome di "Paron". Rocco era una ottima mezzala, capace di
impostare nel migliore dei modi il gioco e di andare a concluderlo nel modo
più appropriato, e come tale si
confermò sotto il Vesuvio, diventando immediatamente uno dei favoriti dei
tifosi napoletani. Neanche lui però, poteva fare le pentole e i
coperchi che sarebbero stati necessari per riportare il Napoli alle
posizioni che aveva raggiunto nella prima metà del decennio. La crisi
finanziaria in cui versava la società, continuava ad impedire a Lauro di
ovviare alle pecche di un organico che risentiva dei mancati interventi
degli anni precedenti e che non riusciva ormai da tempo a rispondere alle
sollecitazioni di un ambiente insofferente alle ristrettezze del momento. Tra l'altro
nel corso di quella estate erano stati ceduti anche Colombari e Rossetti,
che di quei fasti erano stati tra i protagonisti più celebrati. |
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PER LA PRIMA VOLTA
IN SERIE B |
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Lauro cercò di reagire alla crisi finanziaria dando una sterzata alla
guida tecnica della squadra, con l'ingaggio di Adolfo Baloncieri, la
grande mezzala di Torino ed Alessandria che aveva da poco dismesso i panni
di calciatore per intraprendere quella di allenatore. Il grande problema
di Baloncieri era però la mancanza di quella bacchetta magica della quale
necessitava una squadra ormai allo sbando e apertamente incapace di
reagire alle sollecitazioni. E infatti la retrocessione fu evitata
soltanto con l'ausilio della miglior differenza reti rispetto al Liguria,
inducendo Lauro a prendere atto della pratica impossibilità di continuare
a dirigere la società e a farsi da parte in favore di Gaetano Del Pezzo,
il cui primo provvedimento fu quello di chiamare sulla panchina una
vecchia bandiera come Vojack, al quale veniva in pratica chiesto di
fungere da paravento e di mettere a disposizione di una squadra non
trascendentale, il prestigio accumulato da giocatore. La campagna acquisti
vide un massiccio innesto di ex laziali, il portiere Blason, il difensore Faotto,
il mediano Milano, l'ala Busani e l'attaccante Barrera,
oltre a quello dell'ala Cappellini, uomo stravagante, ma giocatore di
grande sostanza, proveniente dal Bari. E proprio l'ottimo rendimento in
attacco di Barrera e Busani, consentì ai partenopei di invertire la rotta
degli anni precedenti, portando il Napoli ad un insperato settimo posto.
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