|
|
|
LA
FONDAZIONE - PRENDE
CORPO LO SQUADRONE - IL GIRONE UNICO
- AD UN PASSO DAL TITOLO - GLI
ANNI RUGGENTI DI TESTACCIO - UNA
FUGA MISTERIOSA - VERSO LA GUERRA
- IL PRIMO SCUDETTO - GLI
ANNI DELLA CRISI - LA SERIE B
- LA RINASCITA CON SACERDOTI - L'EPOCA
DELLE CONTRADDIZIONI -
ANACLETO
V - TRIONFI E DELUSIONI: DALLA COPPA DELLE FIERE ALLA NASCITA DELLA
ROMETTA - MARCHINI ED HERRERA - GLI ANNI BUI DI ANZALONE - INIZIA L'ERA
VIOLA - IL SECONDO SCUDETTO - UNA MALEDETTA SERATA DI MAGGIO - DECLINA LA
STELLA DI VIOLA - CON CIARRAPICO AD UN PASSO DAL FALLIMENTO - LA RINASCITA
CON SENSI - ALTI E BASSI CON MAZZONE E BIANCHI - ZEMANLANDIA - DA ZEMAN A
CAPELLO - IL TERZO SCUDETTO
|
||
![]() |
GRANDI AMBIZIONI |
|
|
Gli acquisti di
Bernardini e Volk, oltre a dimostrare nel modo più eloquente possibile le
grandi ambizioni della Roma, andavano ad innestarsi su una ossatura di squadra che
già aveva dimostrato la sua validità nel corso dell'annata conclusa. Non bisogna dimenticare infatti
che in questa prima fase si erano messi in mostra elementi di grande
valore come Ferraris IV, Fasanelli e Chini. Il mediano di Borgo, aveva
confermato sin dagli esordi le straordinarie doti agonistiche che ne
avevano fatto uno dei punti di riferimento della squadra. L'irruenza che
era la caratteristica peculiare del suo gioco, aveva la capacità di
trasmettersi ai compagni, aggiungendo quell'agonismo che era
importantissimo in un calcio come quello italiano che, sin dai primordi,
si distingueva per la sua durezza. Il secondo era una mezzala dotata di spiccato
senso del goal e aveva tra le sue maggiori doti un ottimo gioco aereo in
virtù del quale segnava molte reti. Chini, oriundo argentino, era un'ala dotatissima dal
punto di vista tecnico. La grande eleganza del suo gioco spinse la
tifoseria a chiamarlo "l'avvocato". Arrivato in Italia su
chiamata della Juventus, nel 1926, Chini non si era accordato con la
dirigenza bianconera e aveva ripiegato sull'Alba, che era stata ben lieta
di dargli ciò che chiedeva. Sin dai suoi esordi nel calcio romano si era messo in luce come una delle migliori punte esterne del
calcio italiano, primo asso della collana di argentini che avrebbe poi
indossato la maglia della Roma nel corso della sua storia. |
||
![]() |
LA CONFERMA |
|
|
In un torneo
così difficile, nel quale squadre blasonate e di ben più antica nascita
si trovarono immediatamente in grande difficoltà, la Roma confermò la
sua grande crescita tecnica sin dalla prima giornata quando sconfisse il
Legnano 4-1, con le reti di Bernardini, Volk, Fasanelli e Chini. La sconfitta di Bari, per mano di Costantino, fu seguita da
una nuova quaterna a spese del Prato, con Chini grande protagonista ed
autore di una tripletta. Dopo due pareggi con larga messe di
reti, la Roma andò ad espugnare l'ostico campo del Novara, per poi
incappare in un passo falso interno col Padova, che però fu subito
riscattato dal successo esterno con la Dominante e dalla sventagliata di
rei inflitta al Modena. La prima parte del campionato, mise subito in
chiaro pregi e difetti della squadra giallorossa: tra i primi la grande
facilità nel creare gioco e segnare, tra i secondi una certa fragilità
difensiva e la timidezza con cui erano affrontati gli impegni fuori casa. Il cammino dei giallorossi andò
comunque avanti con
una certa regolarità che, se non consentì alla squadra di entrare nelle
semifinali che avrebbero assegnato il titolo, permise comunque a
Bernardini e compagni di
centrare agevolmente l'obiettivo primario della stagione andando a
conquistare un ottimo terzo posto nel girone alle spalle di Torino e Milan,
che inseriva la Roma tra le squadre che avrebbero avuto l'onore di
disputare la prima serie A della storia. |
||
![]() |
IL PRIMO DERBY. E
TESTACCIO... |
|
|
In vista del
primo torneo a girone unico, la Roma adottò solo ritocchi marginali ad
una rosa che aveva mostrato di essere molto competitiva. Arrivarono perciò
i giovani Corsanini e Dalle Vedove dalla Cremonese, oltre ad Ossoinach,
attaccante proveniente dal Prato, mentre fu da registrare la cessione del
portiere Rapetti che lasciava il suo posto di titolare al pittoresco
Ballante. La novità maggiore fu quella registrata in panchina ove Garbutt,
passato al Napoli fu sostituito da Baccani, uno dei componenti della
Commissione Tecnica della Nazionale, il quale a sua voltà lasciò nel
corso della stagione in favore di un'altro inglese, Burgess. Il campionato
1929-30 vide la Roma confermare le sue doti, con un sesto posto finale che
fu arricchito da una serie di grosse soddisfazioni come le vittorie contro
l'Ambrosiana e il Genoa, prime due classificate e le goleade con la
Cremonese (9-0!), il Padova (8-0) e la Pro Vercelli (7-0). Ma a rendere
ancor più esaltante l'annata appena conclusa concorsero soprattutto i
primi due derbies della storia del calcio romano, entrambi vinti dai
giallorossi col punteggio di 1-0 e 3-1, a conferma della già netta
supremazia romanista nelle gerarchie cittadine, supremazia resa ancora
più netta dal grande favore incontrato dalla Roma presso gli sportivi
della Capitale, che avevano ben presto ridotto i supporters biancocelesti
ad una sparuta minoranza. Cannoniere principe fu, naturalmente,
Sigghefrido Volk, con 21 reti, mentre Chini e Bernardini ne misero a
segno, rispettivamente, 13 e 11. |
||
|
|
||