|
|
![]() |
TORNEO
METROPOLITANO |
|
Si sono fatte
desiderare, Genoa e Napoli, ma alla fine ce l'hanno fatta a ritornare in
quello che può essere considerato il loro habitat naturale, la massima
divisione. Dopo anni passati tumultuosamente tra i campi della cadetteria
e quelli della terza serie, i rossoblù della Lanterna e i partenopei
arrivano in braccetto nel calcio nobile della serie A e si lasciano alle
spalle delusioni e cattivi pensieri. Preziosi e De Laurentiis possono
alfine gioire e ascriversi l'onore di avere riportato nella massima serie
due piazze storiche del nostro calcio. Undici scudetti e tanta gloria
dietro le spalle, ma soprattutto due tifoserie tra le più affezionate
dello stivale possono finalmente tirare un sospiro di sollievo e fare
sogni in grande. |
|
![]() |
TORNANO I DERBIES |
|
Il ritorno del
Genoa nella massima serie, riporta a quattro i derbies che interessano
squadre della stessa città. Ridando il massimo di interesse ad un torneo
che, negli ultimi anni, aveva visto nettamente scemare l'interesse dei
tifosi anche per effetto dell'esclusione di piazze importantissime come
quella napoletana e quella genoana, per non parlare di Bologna. E
probabilmente ridarà maggior competitività ad un torneo che per effetto
della retrocessione della Juventus, aveva perso qualità tecnica. E
proprio alla Vecchia Signora sono legati gli interrogativi più
intriganti. Saprà la dirigenza bianconera far fronte ad una situazione
economica non proprio floridissima e reinserire immediatamente la squadra
nella lotta ai massimi livelli? Probabilmente il prossimo sarà un
campionato di transizione per la Juventus, il cui patrimonio tecnico è
stato praticamente dimezzato dalle cessioni eccellenti operate un anno fa,
ma non è da escludere che una campagna di rafforzamento mirata possa
sopperire alle pecche di un organico molto sbilanciato in avanti e di
scarsa qualità nei reparti arretrati. E di converso, il ritorno della
Juventus nella massima serie, costringerà il patron granata Cairo a
ponderare meglio le sue mosse, dopo i clamorosi errori che hanno portato
il Torino ad un passo dalla serie B. Ma non solo il Torino sarà chiamato
ad una maggiore competitività, visto che le pretendenti alle fatidiche
prime quattro piazze, quelle che portano nel calcio d'elitè della
Champions vedranno il prossimo anno non meno di cinque pretendenti. |
|
![]() |
L'ESODO DEGLI
ATTACCANTI |
|
Il Made in Italy
tira forte all'estero. Dopo l'esodo dei portieri di qualche anno fa (Cudicini,
Sorrentino, Roma), adesso sembra arrivato il momento degli attaccanti:
Toni al Bayern, Bianchi al Manchester City di Sven Goran Eriksson e
Lucarelli allo Shaktar salutano la massima serie e si propongono di
ritagliarsi nei campionati di destinazione un ruolo come quello ricoperto
nelle squadre in cui militavano. Resta da capire come mai in Italia non ci
fosse più posto per due dei migliori cecchini dell'ultimo decennio e per
il miglior prospetto della nuova generazione. Passi per l'Inter, ove il
passaporto italiano esclude automaticamente qualsiasi giocatore nonostante
le nuove regole. E passi per la Roma, che di punte sembra proprio non aver
bisogno per effetto del modulo di gioco, che gli attaccanti puri non li
prevede proprio. Ma le altre davvero non avevano bisogno di un Bianchi o
di un Lucarelli? E' meglio affidarsi al caso, come sembrano fare alcuni
presidenti (emblematico l'acquisto di un Lavezzi tutto da verificare) o
meglio ancora provare la pista esotica per buttare un pò di polvere negli
occhi del tifoso, invece di andare sul sicuro di giocatori che il calcio
italiano lo conoscono a menadito e perciò non dovrebbero avere problemi
di ambientamento? Stranezze del calcio del terzo millenniio, verrebbe da
dire. Per fortuna c'è anche qualche rientro, come quello di Vincenzo
Montella, il quale, dopo i mesi trascorsi al Fulham, si sposta a Genova e
torna ad indossare la maglia blucerchiata per la gioia dei suoi vecchi
tifosi. Speriamo che presto l'aeroplanino sia seguito da quell'Antonio
Cassano che è ancora in tempo per non sciupare un talento cospicuo. Se il
barese trovasse un posto in qualche squadra di fascia media, potremmo
assistere alla ricostruzione di un giocatore che, se solo avesse il
cervello a posto, sarebbe il primo grande acquisto per la nazionale di
Donadoni. Aspettando un attaccante che proprio tale non è, ma che
ultimamente si è divertito a segnare come il più spietato dei cecchini,
quel Francesco Totti che in tanti sperano di rivedere in azzurro. |
|
|
|
|