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LA
FONDAZIONE - PRIMI
PASSI - IL PRIMO DOPOGUERRA -
DALL'ADDIO DI BERNARDINI AL RITORNO
DI SCLAVI - NASCE IL DERBY -
IL
GIRONE UNICO - DA SCLAVI A PIOLA
- IL REGNO DI ZENOBI
- I
FRATELLI SENTIMENTI - L'ERA
TESSAROLO - VERSO IL BARATRO
- LA PRIMA RETROCESSIONE -
IL
RITORNO IN A - L'ERA LENZINI -
ARRIVANO CHINAGLIA E MAESTRELLI -
ILTRIONFO - INIZIA
L'ODISSEA - IL CALCIOSCOMMESSE
- IL FIGLIOL PRODIGO - IL SECONDO CALCIOSCOMMESSE - DALL'HANDICAP ALLA
RISCOSSA - L'AVVENTO DI CRAGNOTTI - LA SFIDA - ZEMANLANDIA - SVEN GORAN
ERIKSSON - LA BEFFA - UNA STAGIONE INDIMENTICABILE- LAZIO OGGI
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INIZIA L'ODISSEA |
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La stagione
1974-75 naturalmente non poteva che vedere ai nastri di partenza la stessa
Lazio che tanto bene aveva fatto negli ultimi due anni. A parte la validità
del complesso, Lenzini era stato praticamente costretto a lasciare
invariata la rosa dalle difficoltà di carattere finanziario che
continuavano ad essere una costante della società biancoceleste
nonostante i grossi incassi della stagione appena conclusa e il parziale
sollievo che essi avevano portato alle casse sociali. Tra l'altro ad
alleviare tali difficoltà non potevano neanche essere gli incassi della
Coppa dei Campioni, visto che la Lazio era stata estromessa dalle
competizioni internazionali a causa dei gravi incidenti di un anno prima
contro l'Ipswich, in una notte di follia che era stata pagata a duro
prezzo, ragion per cui si nel corso della campagna di rafforzamento estiva
si registrò solo l'arrivo di Badiani, un motorino di centrocampo
prelevato dalla Sampdoria e che avrebbe potuto fungere da rincalzo per i
titolari in caso di un loro calo di rendimento. |
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SE NE VA LONG JOHN |
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La lontananza di
Maestrelli ebbe però effetti nefasti sulla squadra, per la quale
l'allenatore era molto di più di una semplice guida tecnica. In
particolare fu Chinaglia a risentire della mancanza di quello che
considerava un secondo padre, soprattutto a causa dei dissidi che ebbe sin
dal primo momento col nuovo allenatore Corsini, un sergente di ferro che
però non era riuscito a rendersi conto del fatto che i suoi metodi, che
aveva applicato al Cesena con successo, oltre ad inasprire Long John,
stavano portando la squadra ad una rapida crisi di rigetto. Purtroppo per
la Lazio, Long John covava propositi di addio, che gli erano stati
instillati dalla moglie, di origine americana e desiderosa di tornare in
patria, la quale ben presto, con le sue ripetute pressioni aveva convinto
il forte centravanti e la coppia aveva in pratica già preso la decisione
di lasciare l'Italia. Quando si inasprì il contrasto con Corsini,
Chinaglia decise di andare ai Cosmos negli USA coi quali aveva già preso
contatti in precedenza, spinto anche dalla constatazione che una volta
venuto a mancare Maestrelli, l'unico che sapeva capirlo e calmarne il
carattere irruento, la sua permanenza diventava quasi pleonastica. Tra
l'altro a rinforzare Chinaglia nella sua decisione, v'erano anche i fischi
che le tifoserie di tutta Italia erano solite riservargli dopo il
clamoroso screzio col Commissario Tecnico della Nazionale Valcareggi, nel
corso dei Mondiali di Germania, allorchè il centravanti, sostituito, non
aveva trovato di meglio che mandare a quel paese il tecnico, attirandosi
critiche furibonde e diventando il comodo capro espiatorio della clamorosa
eliminazione dell'Italia. |
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COMINCIANO I LUTTI |
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Lenzini cercò a questo punto di aprire un nuovo ciclo chiamando sulla
panchina Luis Vinicio, che col Napoli aveva fatto grandi cose e che, sul
piano tecnico, sembrava il degno erede di Maestrelli, essendo fautore di
un gioco che rifuggiva dal catenaccio di italica memoria e mutuava schemi
di grande modernità da altre scuole "O' lione", come era
conosciuto nell'ambiente il brasiliano, approdava a Roma, proprio mentre
Lenzini strappava Cordova alla Roma approfittando del dissidio tra questi
e il presidente giallorosso Anzalone. Era un acquisto clamoroso, che se
non poteva fare da contraltare ai passaggi di Selmosson e Lorenzo alla
Roma, costituiva comunque una bella beffa per i giallorossi, visto il
prestigio di cui godeva il centrocampista. A rimpolpare una rosa ormai
usurata arrivavano altri due prodotti del vivaio, il centrale difensivo
Manfredonia e il mediano Agostinelli che, insieme a Giordano e a D'Amico,
divennero ben presto obiettivo nemmeno nascosto della mire delle squadre
che andavano per la maggiore. Era una grande fortuna per la Lazio poter
usufruire dell'ottimo lavoro del vivaio in un momento in cui il deficit
societario ricominciava a mostrare livelli allarmanti e Lenzini non poteva
fare molto per rimediare al logorio del materiale tecnico messo a dura
prova dagli eventi dell'ultimo anno. |
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