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L'AVVENTO DI NOVO -
LA
PRIMA PIETRA - UNA
COPPIA PORTENTOSA -
L'ADOZIONE
DEL SISTEMA - I
PRIMI TRIONFI - LA
GUERRA FERMA TUTTO -
IL
GRANDE TORINO - UNA
VERA EPOPEA - DIECI
IN NAZIONALE - LA
SCIAGURA DI SUPERGA -
UN
LUTTO NAZIONALE - GRANDE
TORINO PER SEMPRE
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QUEL GIORNO A
VENEZIA |
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Il
31 maggio 1942, a Venezia, il Torino
sino ad allora capolista, vide
miseramente crollare le sue residue speranze di scudetto per quella
stagione, sotto i colpi di una coppia di mezzali in giornata di grande
vena e in
capace di
prodezze
a ripetizione.
I due giocatori in questione erano Mazzola
e Loik. Quel giorno la straordinaria coppia di mezzali neroverdi travolse
il centrocampo del Torino dimostrando che le straordinarie relazioni che
ne decantavano le doti e i giudizi che la stampa specializzata aveva
riservato alla coppia
veneziana erano
tutt'altro che campati per aria. Vedendoli giocare in quel modo e
distruggere le speranze di scudetto del suo Torino Novo decise che quella
coppia doveva essere il fulcro del suo progetto. |
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UNA COPPIA
PERFETTA |
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Per avere i due
giocatori il presidente granata sborsò la bella cifra di 1.200.000 lire
aggiungendovi la proprietà dei cartellini di Petron, interno molto amato
dalla tifoseria torinista e Mezzadra. Per capire l'entità della stessa,
basterà pensare che Dusio era convinto di poterli avere per 800.000 lire!
E ad ulteriore riprova di ciò bisogna ricordare che, la stessa tifoseria
veneziana, in piena rivolta dopo la notizia ufficiale della cessione di
Mazzola e Loik, ritrovò la calma allorchè il presidente dei lagunari
Bennati sventolò di fronte ad essa l'assegno lasciato da Novo, che in
quei tempi di vacche magre significava praticamente la possibilità di
rifondare completamente una squadra. Poteva sembrare una cifra esagerata
se si considera che i due erano praticamente delle semplici rivelazioni
delle quali bisognava avere una conferma, ma Novo era convinto di aver
giusto e tanto gli bastava per allargare i cordoni della borsa. E a
giustificare l'esborso avvenuto avrebbero provveduto gli anni
successivi... |
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UNA DIFFICILE
GAVETTA |
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Sia Mazzola che
Loik avevano trovato grosse difficoltà nella scalata al successo,
soprattutto a causa della loro atipicità e della mancata rispondenza ai
canoni estetici dell'epoca. Essendo diversi dal tipo di mezzala che sino
ad allora si era vista sui nostri campi e avendo una potenza atletica
fuori dal comune, erano mezzali che esulavano dallo schema tipico che
voleva gli interni bravi soprattutto nella costruzione del gioco e
impeccabili dal punto di vista tecnico. Mazzola e Loik, a differenza di
molti centrocampisti di allora, erano capaci di sopportare anche carichi
atletici non indifferenti e di spaziare su tutto il rettangolo di gioco,
infischiandosene del gesto tecnico fine a sè stesso, preferendo le
giocate che ritenevano più utili per le fortune della squadra. Bravi
nella costruzione del gioco, grazie alla straripante forza fisica
riuscivano a concludere in maniera ottimale l'azione quando ritenevano di
poter supplire alle difficoltà incontrate dagli avanti e ad assicurare un
certo filtro alla difesa, limitando i rischi per la stessa. Ragion per cui
gli addetti ai lavori avevano tardato a capire la loro grandezza. Novo,
invece, capì immediatamente che due giocatori così avrebbero potuto fare
le fortune della squadra che aveva in mente e si comportò di conseguenza,
convinto che l'investimento estremamente oneroso che andava a fare,
sarebbe stato ampiamente ripagato in futuro. |
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