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DAI PIONIERI AL
BOOM |
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1919-29.
Il decennio successivo alla prima Guerra Mondiale è quello in cui il
calcio italiano lascia la dimensione artigianale e si avvia sulla strada
del professionismo. E' un decennio di grandi trasformazioni,
caratterizzato dal dissidio tra chi pensa ad un calcio improntato
all'ideale olimpico e chi invece pensa che sia impossibile arrestare
l'inevitabile progresso e l'introduzione di criteri manageriali. Dissidio
che sfocia nella scissione del 1922, a seguito della quale si giocano due
tornei, ricomposta nell'anno successivo. E' il decennio delle grandissime
provinciali, come Pro Vercelli e Genoa, ma anche quello della nascita di
future grandi del nostro calcio, a partire da Roma, Napoli e Fiorentina. E
anche il regime scopre l'importanza propagandistica del calcio, con
conseguenze spesso funeste. 1939-49. E', senza ombra di dubbio, il
decennio del Grande Torino, la squadra più bella mai prodotta dal nostro
calcio. Sotto la sapiente guida di Novo ed Erbstein, e trascinato dal
grandissimo Valentino Mazzola, lo squadrone granata domina il lotto senza
lasciare neanche le briciole agli altri, sino al tragico schianto sul
muraglione di Superga, che priva il calcio italiano del suo asse portante
e lascia un vuoto pressochè incolmabile. Da quel momento, e per molti
anni, il calcio italiano perde quota a livello internazionale, pur
continuando a godere dell'entusiastico apporto delle folle. In precedenza
è da ricordare soprattutto il primo scudetto della Roma (1941-42), una
vera impresa, visto che è la prima squadra del Centrosud a vincere il
titolo. |
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E POI ARRIVO' IL
CALCIOSCOMMESSE |
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1949-59. Dopo la sciagura di Superga, nuovi protagonisti cercano di colmare il vuoto lasciato da Mazzola e compagni e si affacciano al proscenio, rinnovando l'interesse delle folle per un calcio sempre più protagonista della vita del paese. Sotto la guida dei loro stranieri, tornati in massa nel calcio del nostro paese, si fanno notare soprattutto la Juve di Hansen e Martino, l'Inter di Skoglund, Nyers e Wilkes, il Milan del trio Gre-No-Li e la Fiorentina del grandissimo Julinho. Meno brillante è la Nazionale, che continua a risentire del vuoto lasciato dalla sciagura di Superga, tanto da mancare la qualificazione ai mondiali del 1958, in Svezia. Sarà il primo e ultimo mondiale senza la nostra selezione. 1959-69. Il decennio delle squadre milanesi. Guidate da Helenio Herrera e da Rocco, Inter e Milan vincono scudetti e coppe internazionali, caratterizzando in maniera prepotente tutto il periodo in questione e rilanciando alla grande l'immagine del nostro calcio, appannata da tanti anni di insuccessi. Anche la Juve, dopo i fasti di Sivori e Charles, deve inchinarsi alla superiorità delle grandi meneghine, anche se non manca, di tanto in tanto, di piazzare le sue unghiate, come quella che la porta a vincere lo scudetto del 1966/67 all'ultima giornata. Da segnalare anche l'ultimo scudetto (1964-65) del Bologna, guidato dal mitico Fuffo Bernardini, uno scudetto reso molto controverso dalle vicende che precedono lo spareggio di Roma. Il 1968 è anche l'anno in cui la Nazionale italiana torna alla vittoria, all'Europeo di Roma. 1969-79.
Oltre alla solita Juve, che fa incetta di titoli anche nel corso di questo
decennio, si fanno notare la Lazio di Maestrelli e Chinaglia (primo titolo
della sua storia) e il Torino dei "Gemelli del goal", che torna
sulla vetta dopo la sciagura di Superga. Da ricordare anche l'unico
scudetto del Cagliari, trainato da Rombo di Tuono, al secolo Gigi Riva e
guidato in panchina da un personaggio unico come il "filosofo"
Scopigno, e l'ultimo titolo della Fiorentina, il secondo della sua storia.
La Nazionale va avanti tra alti e bassi. Arriva in finale ai Mondiali
messicani, perdendo col Brasile, ma esce subito in Germania nel 1974. E
nel 1978, la Nazionale più bella non va oltre il quarto posto per effetto
di alcuni clamorosi errori di Dino Zoff. La strada è però tracciata. |
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IL CAMPIONATO PIU'
BELLO DEL MONDO |
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1979-89. La sfida tra Juventus e Roma, infiamma l'arco del decennio, coi giallorossi che riescono infine a vincere il secondo titolo della loro storia. I duelli verbali tra Viola e Boniperti, presidenti delle due grandi in questione, caratterizzano le prime pagine dei quotidiani sportivi. Ma non solo loro, poichè si fanno notare anche il Verona di Bagnoli, che vince il suo unico titolo ad oggi e il Napoli, che riesce finalmente a cucirsi lo scudetto sul petto, facendo esplodere di gioia il capoluogo campano. E' anche il decennio caratterizzato da alcuni dei più grandi campioni che abbiano mai calcato i campi italiani, come Maradona, Falcao e Platini. La Nazionale vince il Mondiale di Spagna tornando sul tetto del mondo. 1989-99.
La scena di questo periodo, dopo lo scudetto vinto dalla Sampdoria di
Vialli e Mancini, è totalmente occupata da Milan e Juve. Il Milan degli
olandesi (Gullit, Rijkard e Van Basten) domina la prima parte del decennio
per poi lasciare la scena alla Juventus di Lippi, una squadra che fa della
straripante forza fisica la sua principale caratteristica. E' un vero e
proprio duopolio quello instaurato dalle due squadre, che relegano in
assoluto secondo piano il ritorno di un Moratti alla guida dell'Inter.
Nonostante le spese folli, per il patron nerazzurro non c'è spazio. La
Nazionale va ripetutamente vicina al quarto titolo mondiale, in
particolare al Mondiale americano, ma una buona dose di sfortuna glielo
nega. |
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